Agenda della Settimana

Settimana di preparazione alla Festa della Comunità

PREPARIAMOCI CON LA PREGHIERA

ore 19,30 S.Rosario – ore 20 S.Messa segue adorazione fino ore 21,15
mercoledì 11 maggio: ore 20 celebra don Pietro Giuseppe
giovedì 12 maggio: ore 20 celebra don Marcello
venerdì 13 maggio: ore 20 celebra padre Enrico
DA MERCOLEDÌ A VENERDÌ È SOSPESA LA S. MESSA DELLE ORE 18

Venerdì 13 maggio
Al termine della S.Messa ore 21,15 apre HABEMUS PUB Spazio Giovani con “ Aperitivo con delitto”

Sabato 14 maggio
ore 15 SI APRE LA PESCA E IL PUNTO RISTORO con bibite e gelati
ore 15 VII TROFEO MEMORIAL “ GIGI MIMMI” : torneo di calcio
ore 15 TOMBOLA
ore 16,30 GIOCHI per i ragazzi
ore 17.30 S. MESSA PREFESTIVA
ore 17,30 SAGGIO di chitarra
ore 18 APERTURA STAND GASTRONOMICO + APERITIVO
ore 20,30 La Compagnia instabile di San Lorenzo presenta: “ UNA LADY PER SCOMMESSA”
ore 21 ,30 HABEMUS PUB Spazio Giovani

DOMENICA 15 MAGGIO

ore 8,30 S. MESSA
ore 10,30 S, MESSA DELLA COMUNITÀ sono invitati tutti i ragazzi per invocare Io Spirito Santo – dopo la S.Messa lancio dei palloncini
ore 11,45 Aperitivo Comunitario
ore 12,15 Pranzo con prenotazione
ore 15 VII TROFEO MEMORIAL “ GIGI MIMMI” : torneo di pallavolo
ore 15,30 SI APRE LA PESCA E IL PUNTO RISTORO con bibite e gelati
ore 15,30 TOMBOLA
ore 17 APERTURA STAND GASTRONOMICO
ore 17 MUSICAL E BAND con i “ Da FranGe”
ore 17,30 CELEBRAZIONE DEI VESPRI ore 18 S. MESSA
ore 20 SPETTACOLO CON BALLO “ 800”
ore 21 ESTRAZIONE LOTTERIA

Lunedì alle 15.00 ritrovo del Gruppo Anziani

Dal 15 al  23 dicembre Novena di Natale: alle 18 S.Messa e Vespri (esclusi sabato e domenica)Sabato 19 dicembre alla Messa delle 17.30 S.Messa con Benedizione della statuina di Gesù Bambino.
Domenica 20 dicembre S.Messe alle 8.30, 10.30 e 18.00Lunedì alle 15.00 ritrovo del Gruppo Anziani
Giovedì 3 dicembre alle 18.00 S.Messa, segue Adorazione Eucaristica fino alle 19.30
Martedì alle 16.00 ,oppure alle 21.00, incontro biblico sulla seconda parte del capitolo 15 del Vangelo di Marco.
Martedì 26 Gennaio alle 16.00 ,oppure alle 21.00, incontro biblico sul Vangelo di Luca.Sabato 30 Gennaio S.Messa prefestiva alle 17.30.
Domenica 31 Gennaio S. Messe ore 8,30 – 10,30 – 18.00Festa di S.Lorenzo il 7 Febbraio
Le iscrizioni al pranzo comunitario (10 €) dopo le messe dei giorni 23,24,30 e 31 gennaio.
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Messaggio in occasione della festa della Comunità

Carissimi, per prepararci a vivere la festa della Comunità, voglio proporvi una riflessione di papa Paolo VI.

“ Collabora, prega e impegnati per la tua parrocchia perché devi considerarla come una madre a cui la Provvidenza ti ha affidato: chiedi a Dio che sia casa di famiglia fraterna e accogliente, casa aperta a tutti e al servizio di tutti.
Collabora, prega e impegnati perchè la parrocchia sia vera comunità di fede: rispetta i preti della tua parrocchia: sono i delegati di Cristo per te e prega ogni giorno per loro.
Collabora, prega e impegnati perchè la tua parrocchia sia vera comunità eucaristica. Partecipa all’Eucaristia con tutte le tue forze. Gioisci e sottolinea con tutti le cose belle della tua parrocchia. Non accanirti mai contro l’inerzia della tua parrocchia: invece rimboccati le maniche per fare tutto quello che ti viene richiesto.
Ricordati: i pettegolezzi, le ambizioni, la voglia di primeggiare, le rivalità, sono parassiti della vita parrocchiale detestali, combattili, non tollerarli mai!
La legge fondamentale del servizio è l’umiltà: non imporre le tue idee, non avere ambizioni servi nell’umiltà. Ricordati bene che con l ‘umiltà e la carità si può dire qualunque verità. Spesso sono l’arroganza e la presunzione che fermano ogni passo ed alzano i muri. La mancanza di pazienza qualche volta crea il rigetto delle migliori iniziative.
Ricordati, infine, che basta un pugno di gente volenterosa a fare una rivoluzione, basta un gruppo di gente decisa a dare un volto nuovo a una parrocchia.

Vi saluto con affetto e vi aspetto tutti alla Festa
don Luigi

 

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Carissimi fedeli,
quest’anno vi propongo una riflessione del cardinale Carlo Maria Martini.
“La Pasqua è una festa ebraica che celebra la liberazione del popolo dalla schiavitu in Egitto. Assume la sua natura di principale festa cristiana perché Gesù a Gerusalemme
viene ucciso sulla croce e dopo tre giomi risorge.

Quella stessa festa che rimane fondamentale per gli Ebrei, diventa per il popolo cristiano la storia della liberazione dalla morte, quindi della redenzione: è il nucleo della fede cristiana.
La Pasqua è vissuta da noi fedeli prima nella tragedia della croce e poi nella
proclamazione del Risorto, che è apparso a Pieeto, ai Dodici e alle donne.
La Pasqua è la festa delle feste ed è cristiano è colui che afferrna: Gesù è davvero risorto. La risurrezione di Cristo è un fatto storico ed e un evento unico: soltanto di Gesù di Nazaret i discepoli e anche gli avversari hanno affermato di averlo incontrato risorto e hanno creduto che Egli vive ora nella pienezza della vita divina mentre resta vicino a noi con la potenza del suo Spirito.
E’ vero che nel nostro mondo sono ancora presenti la sofferenza, la fatica, la violenza, la guerra per cui ci si domanda: Ma dov’è il cambiamento che awebbe operato il Risorto?
La risposta è semplice: la Pasqua di Gesù non ci trasferisce automaticamente nel regno dei sogni; ci raggiunge nel cuore per farci percorrere con gioia e
speranza quel cammino ai purificazione e di autenticità, di verifica del nostro comportamento, che ha come traguardo la certezza di una vita che non muore più.
Il Risorto è con noi e insieme a lui siamo in grado di vincere il male con il bene, di trarre dal male il bene più grande.
Questa è la forza e la novità della Pasqua.”
CARI AUGURI di una BUONA e SANTA PASQUA!

don Luigi

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Celebrazioni della Settimana Santa

DOMENICA DELLE PALME
sabato 19 Marzo Messa prefestiva ore 17.15 – Benedizione Ulivo, processione e S. Messa
domenica 20 Marzo SS. Messe ore 8.30, ore 10.15 Benedizione dell’Ulivo, Processione e S. Messa, ore 18.00.

Martedì Santo 22 marzo Confessioni dalle ore 15 alle ore 18
Mercoledì Santo 23 marzo Confessioni dalle ore 15 alle ore 18

TRIDUO PASQUALE
GIOVEDÌ SANTO 24 marzo
ore 7.45 Recita di Lodi e Ufficio delle Letture
ore 9.30 Messa Crismale nella Cattedrale di San Pietro
ore 15 – 18 e ore 16 – 19 Confessioni
ore 18.30 Messa nella Cena del Signore con Adorazione fino alle ore 20,30

VENERDÌ’ SANTO 25 marzo giorno di astinenza e digiuno
ore 8.30 Recita di Lodi e Ufficio delle Letture
dalle ore 9.30 alle ore 12 Confessioni
ore 15.15 Via Crucis con i bambini e i ragazzi
dalle ore 16,15 alle ore 19 Confessioni
ore 18.30 Liturgia nella Passione del Signore

SABATO SANTO
ore 8.30 Recita di Lodi e Ufficio Letture
dalle ore 9.30 alle ore 12 e dalle ore 16,15 alle ore 19 Confessioni
dalle ore 9.30 alle 12 e dalle ore 15 alle 18 Tradizionale benedizione delle uova
ore 21.00 VEGLIA PASQUALE E MESSA DI RISURREZIONE

PASQUA DEL SIGNORE
SS.Messe ore 8.30-10.30-18

Lunedì dell’Angelo S.Messe ore 10 e ore 18 (non di precetto)

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«Chiediamo perdono per le divisioni tra i cristiani»

a​«Io sono il più piccolo tra gli apostoli […] perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana» (1 Cor 15,9-10). L’apostolo Paolo così riassume il significato della sua conversione. Essa, avvenuta dopo il folgorante incontro con Gesù Risorto (cfr 1 Cor 9,1) sulla strada da Gerusalemme a Damasco, non è prima di tutto un cambiamento morale, ma un’esperienza trasformante della grazia di Cristo, e al tempo stesso la chiamata ad una nuova missione, quella di annunciare a tutti quel Gesù che prima perseguitava perseguitando i suoi discepoli. In quel momento, infatti, Paolo comprende che tra il Cristo vivente in eterno e i suoi seguaci esiste un’unione reale e trascendente: Gesù vive ed è presente in loro ed essi vivono in Lui. La vocazione ad essere apostolo si fonda non sui meriti umani di Paolo, che si considera “infimo” e “indegno”, ma sulla bontà infinita di Dio, che lo ha scelto e gli ha affidato il ministero.Una simile comprensione di quanto accaduto sulla via di Damasco è testimoniata da san Paolo anche nella Prima Lettera a Timoteo: «Rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù» (1,12-14). La sovrabbondante misericordia di Dio è la ragione unica sulla quale si fonda il ministero di Paolo, ed è allo stesso tempo ciò che l’Apostolo deve annunciare a tutti.
L’esperienza di san Paolo è simile a quella delle Leggi l’intera omelia…

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«La fede è la più grande eredità»

a​Quaranta giorni dopo la nascita, Gesù è portato al Tempio. Maria e Giuseppe lo portarono per presentarlo a Dio. Oggi, nella festa del Battesimo del Signore, voi genitori portate i vostri figli a ricevere il Battesimo, a ricevere quello che avete chiesto all’inizio, quando io vi ho fatto la prima domanda: “La fede. Io voglio per mio figlio la fede”. E così la fede viene trasmessa da una generazione all’altra, come una catena, nel corso dei tempi.Questi bambini, queste bambine, passati gli anni, occuperanno il vostro posto con un altro figlio – i vostri nipotini – e chiederanno lo stesso: la fede. La fede che il Battesimo ci dà. La fede che lo Spirito Santo oggi porta nel cuore, nell’anima, nella vita di questi vostri figli.
Voi avete chiesto la fede. La Chiesa, quando vi consegnerà la candela accesa, vi dirà di custodire la fede in questi bambini. E, alla fine, non dimenticatevi che la più grande eredità che voi potrete dare ai vostri bambini è la fede. Abbiate cura che non venga persa, di farla crescere e lasciarla come eredità.
Vi auguro questo oggi, in questo giorno gioioso per voi: vi auguro che siate capaci di far crescere questi bambini nella fede e che la più grande eredità che loro riceveranno da voi sia proprio la fede.
E un avviso soltanto: quando un bambino piange perché ha fame, alle mamme dico: se il tuo bambino ha fame, dagli da mangiare qui, con tutta libertà.
 
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«Nella famiglia si educa al perdono» 

a​Le Letture bibliche che abbiamo ascoltato ci hanno presentato l’immagine di due famiglie che compiono il loro pellegrinaggio verso la casa di Dio. Elkana e Anna portano il figlio Samuele al tempio di Silo e lo consacrano al Signore (cfr 1 Sam 1,20-22.24-28). Alla stessa stregua, Giuseppe e Maria, per la festa di pasqua, si fanno pellegrini a Gerusalemme insieme con Gesù (cfr Lc 2,41-52). Spesso abbiamo sotto gli occhi i pellegrini che si recano ai santuari e ai luoghi cari della pietà popolare. In questi giorni, tanti si sono messi in cammino per raggiungere la Porta Santa aperta in tutte le cattedrali del mondo e anche in tanti santuari. Ma la cosa più bella posta oggi in risalto dalla Parola di Dio è che tutta la famiglia compie il pellegrinaggio. Papà, mamma e figli, insieme, si recano alla casa del Signore per santificare la festa con la preghiera. E’ un insegnamento importante che viene offerto anche alle nostre famiglie. Anzi, possiamo dire che la vita della famiglia è un insieme di piccoli e grandi pellegrinaggi.
Ad esempio, quanto ci fa bene pensare che Maria e Giuseppe hanno insegnato a Gesù a recitare le preghiere! E questo è un pellegrinaggio, il pellegrinaggio dell’educazione alla preghiera. E anche ci fa bene sapere che durante la giornata pregavano insieme; e che poi il sabato andavano insieme alla sinagoga per ascoltare le Scritture della Legge e dei Profeti e lodare il Signore con tutto il popolo. E certamente durante il pellegrinaggio verso Gerusalemme hanno pregato cantando con le parole del Salmo: «Quale gioia, quando mi dissero: “Andremo alla casa del Signore!”. Già sono fermi i nostri piedi alle tue porte, Gerusalemme!» (122,1-2).
Come è importante per le nostre famiglie camminare insieme e avere una stessa meta da raggiungere! Sappiamo che abbiamo un percorso comune Leggi l’intera omelia…

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«Basta indifferenza, lasciamo spazio alla compassione» 

a​In questa notte risplende una «grande luce» (Is 9,1); su tutti noi rifulge la luce della nascita di Gesù. Quanto sono vere e attuali le parole del profeta Isaia che abbiamo ascoltato: «Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia» (9,2)! Il nostro cuore era già colmo di gioia per l’attesa di questo momento; ora, però, quel sentimento viene moltiplicato e sovrabbonda, perché la promessa si è compiuta, finalmente si è realizzata. Gioia e letizia ci assicurano che il messaggio contenuto nel mistero di questa notte viene veramente da Dio. Non c’è posto per il dubbio; lasciamolo agli scettici che per interrogare solo la ragione non trovano mai la verità. Non c’è spazio per l’indifferenza, che domina nel cuore di chi non riesce a voler bene, perché ha paura di perdere qualcosa. Viene scacciata ogni tristezza, perché il bambino Gesù è il vero consolatore del cuore.Oggi il Figlio di Dio è nato: tutto cambia. Il Salvatore del mondo viene a farsi partecipe della nostra natura umana, non siamo più soli e abbandonati. La Vergine ci offre il suo Figlio come principio di vita nuova. La luce vera viene a rischiarare la nostra esistenza, spesso rinchiusa nell’ombra del peccato. Oggi scopriamo nuovamente chi siamo! In questa notte ci viene reso manifesto il cammino da percorrere per raggiungere la meta. Ora, deve cessare ogni paura e spavento, perché la luce ci indica la strada verso Betlemme. Non possiamo rimanere inerti. Non ci è lecito restare fermi. Dobbiamo andare a vedere il nostro Salvatore deposto in una mangiatoia. Ecco il motivo della gioia e della letizia: questo Bambino è «nato per noi», è «dato a noi», come annuncia Isaia (cfr 9,5). A un popolo che da duemila anni percorre tutte le strade del mondo per rendere partecipe ogni uomo di questa gioia, viene Leggi l’intera omelia…

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NATALE 2015

Carissimi fedeli,
ogni anno nel giorno di Natale la Chiesa ci fa ascoltare le parole che gli angeli, nella notte santa, hanno proclamato ai pastori: “Oggi è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino adagiato in una mangiatoia”.
Niente di meraviglioso, niente di straordinario, niente di magnifico viene dato come segno ai pastori. Vedranno soltanto un bambino avvolto in fasce, che, come tutti i bambini, ha bisogno delle cure materne. Ma in quella grotta vi è il segno di Dio: il Bambino nel suo bisogno di aiuto, nella sua povertà, nel suo farsi piccolo per noi.
E’ questo il suo modo di regnare. Egli non viene con potenza e grandiosità esterna, ma viene inerme e bisognoso del nostro aiuto.
Egli chiede il nostro amore, perciò si fa bambino, per insegnarci l’umiltà della rinuncia senza la quale non esiste amore. Dio per noi si è fatto dono, ha donato se stesso a noi.
E così, per imitare Dio, il Natale è diventato la festa dei doni.
Lasciamo che il nostro cuore e la nostra mente siano toccati da questo evento. Tra i tanti regali che compriamo e riceviamo non dimentichiamo quello vero: di donarci a vicenda qualcosa di noi stessi: la nostra attenzione, la nostra generosità, Il Santo Natale ci aiuti a riconoscere nel volto del nostro prossimo, specialmente delle persone più deboli ed emarginate, l’immagine del Figlio di Dio fatto uomo.

Buon Natale e felice anno nuovo a voi e alle vostre famiglie.
don Luigi


ORARIO SANTE MESSE DI NATALE

Giovedì 24 dicembre S. Messa ore 8,30
ore 23 Veglia, ore 24 Messa NATALE del SIGNORE

Venerdì 25 dicembre NATALE DEL SIGNORE
Sante Messe ore 8,30 – 10,30 e 18

Sabato 26 dicembre Festa di S. Stefano
Sante Messe ore 10 e 17,30 prefestiva

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«Il Signore apra la Porta del nostro cuore a tutti»

a«Dio viene a salvarci e non trova miglior maniera per farlo che camminare con noi, fare la vita nostra. E nel momento di scegliere il modo, come fare la vita, lui non sceglie una grande città di un grande impero, non sceglie una principessa, una contessa, per madre, una persona importante, non sceglie un palazzo di lusso. Sembra che tutto sia stato fatto intenzionalmente quasi di nascosto. Maria, una ragazzina di 16, 17 anni, non (di) più, in un villaggio perduto nelle periferie dell’Impero Romano; e nessuno conosceva quel villaggio, sicuro. Giuseppe, un ragazzo che l’amava e voleva sposarla, un falegname che guadagnava il pane di ogni giorno. Tutto (in) semplicità, tutto di nascosto. E anche il rifiuto, perché erano fidanzati e in un villaggio così piccolo, voi sapete come sono le chiacchiere, no? Vanno in giro… E Giuseppe se ne accorse che lei era incinta, ma lui era giusto. Tutto di nascosto anche con la calunnia, con le chiacchiere. E l’Angelo spiega a Giuseppe il mistero: “Quel figlio che porta la tua fidanzata è opera di Dio, è opera dello Spirito Santo”. “Quando Giuseppe si destò dal sonno fece quello che aveva ordinato l’Angelo del Signore e se ne andò da lei e la prese per sposa”. Ma tutto di nascosto, tutto umili. Le grandi città del mondo non sapevano nulla. E così è Dio fra noi. Se tu vuoi trovare Dio, cercalo nell’umiltà, cercalo nella povertà, cercalo dove Lui è nascosto: nei bisognosi, nei più bisognosi, nei malati, gli affamati, nei carcerati.
E Gesù quando ci predica la vita, ci dice come sarà il Giudizio nostro, non dirà: “Ma, tu vieni con me perché (hai) avete fatto tante belle offerte alla Chiesa, tu sei un benefattore della Chiesa, vieni, vieni al Cielo, perché…”. No! L’entrata al Cielo non si paga Leggi l’intera omelia…

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